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ATTUALITA': Sociologia della salute

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1 ATTUALITA': Sociologia della salute il Mar 25 Nov 2008, 12:42

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L’IMPORTANZA DELLA SOCIOLOGIA DELLA SALUTE

di Claudio Lolli, Dottore in Sociologia

Il secolo appena terminato (1900) non ha paragoni con altri in fatto di progresso nelle cure bio-mediche e farmacologiche, e tutto lascia presagire che il ritmo crescente delle innovazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, continuerà. E tuttavia mai come ora sono profonde e diffuse le incertezze e i sospetti sia nei confronti della scienza e delle prassi medico-sanitarie sia nei riguardi della possibilità di continuare a garantire le giuste cure della salute. Cresce inoltre la paura che l’attuale progresso economico e tecnologico-scientifico produca esiti contraddittori anche per la salute, a causa della crescente crisi ecologica connessa al sistema industriale e in specie alla motorizzazione. Secondo una recente rassegna di The Econonist — auto e altri moto-veicoli sono responsabili per almeno la metà, se non di più, dell’inquinamento dell’aria nelle aree urbane. Sempre da The Economist apprendiamo che le auto nel mondo, siano ora attorno ai 500 milioni di pezzi, dovrebbero aumentare del 50% nel 2010 e raddoppiare nel “30.
Negli ultimi cento anni, il progresso del sapere bio-medico e delle pratiche per la cura della salute è stato senza confronti. E’ nata l’industrializzazione dei farmaci e delle cure mediche. L’inizio data dal 1897 in Germania con la produzione industriale dell’aspirina. E del 1935, sempre in Germania, il primo sulfamidico, il Prontosil. Nel 1945 si afferma la commercializzazione della penicillina. Cresce la diagnostica e la prevenzione di malattie ereditarie e per disabilità congenite, a partire da nuove tecniche di esami biochimici e citologici del liquido amniotico del feto e promettenti sono le scoperte sulla mappa genomica. E’ avanzata con grandi successi la lotta contro le malattie cardiocircolatorie; in parte ciò è avvenuto pure nella lotta contro le neoplasie. Le ricerche di ingegneria bio-molecolare hanno aperto alla farmacologia nuove strade anche nei confronti delle malattie dell’invecchiamento, anzitutto della memoria, traguardi non prima sperati.
Sono passati appena quarant’anni dalla diffusione di massa dei farmaci psicotropi (tranquillanti, ansiolitici, ipnotici ecc.) o delle pillole anticoncezionali a partire dall’Europa occidentale nell’ultimo mezzo secolo, all’introduzione di compiuti sistemi di welfare state sanitario, con la garanzia dell’universalismo delle cure sanitarie attraverso denaro pubblico e contributivo, senza distinzione di condizione sociale e professionale degli utenti.
“Questa epoca d’oro della sanità, come ha scritto di recente uno studioso di management sanitario C. Ruta, intesa come massima disponibilità di risorse capaci di far fronte ad una crescente domanda di beni e servizi, è finita”. Ci si avvia in una fase in cui si verifica un costante aumento dei costi senza un conseguente miglioramento della qualità e quantità dei servizi” [1].
Le preoccupazioni riguardano politici ed economisti, anche dei Paesi più economicamente avanzati, per il carico delle spese di welfare state in rapporto al reddito nazionale. Secondo una recente indagine in 10 Paesi europei, sono pochi, quelli che credono che i governi potranno continuare a sostenere i sistemi universalistici di cure mediche. L’invecchiamento accelerato delle popolazioni, di pari passo con l’emergere del problema della disoccupazione e dei contributi previdenziali, e, per contro, la crescita delle aspettative di cure della gente, sono tutti fenomeni che fanno oggi della spesa sanitaria un luogo comune di angoscie. Anche là dove, come ad es., in Italia, tale spesa è accertata, in rapporto al prodotto interno lordo (Pil), non supera la media dei paesi dell’Ocse.
Si aprono scenari dove il rischio sembra predominare; scenari di una società sempre più complessa per la elevata numerosità dei processi da gestire e per la natura delle interconnessioni tra gli elementi che compongono questo sistema sanitario. Nei sistemi sociali semplici, i rapporti tra un elemento con gli altri sono in larga misura immediati e diretti; mentre nei sistemi complessi, per contro, i rapporti tra gli elementi del sistema sono in larga misura mediati e indiretti.. Complesso è un sistema a seconda anche della frequenza, velocità e intensità di pensieri riflessi esercitati da agenzie o istituzioni sistemiche, sulle prassi sociali effettuate e sulle strutture di organizzazione. Ad es. ogni organizzazione che preveda frequenti processi di re-engineering, di revisione periodica delle procedure. Complessa è l’organizzazione di un sistema sanitario
Il passaggio tra una società semplice e una società complessa lo rilevava, agli inizi del 1900 un Sociologo di nome Emile Durkheim.
La Sociologia della salute si pone a sostegno di un nuovo modello di gestione della salute promuovendo il benessere sociale, fronteggiando le malattie, le disabilità e il malessere. Essa ha come obiettivo lo studio dei rapporti fra punti di vista, fra attori sociali, fra gruppi, fra istituzioni relativamente alla costruzione sociale del benessere finalizzata al miglioramento della salute e della qualità della vita dei soggetti e delle popolazioni. Essa include l’analisi della medicina, del sistema sanitario, delle pratiche terapeutiche, delle situazioni di malattia, disagio e malessere, dei comportamenti sociali, delle credenze e rappresentazioni sociali, delle pratiche di cura, dei fattori incidenti sul benessere sociale individuale e collettivo, dei modi in cui viene promossa la qualità della vita, delle politiche sanitarie e del benessere. Ha, fra le sue aree applicative, la sociologia clinica, l’educazione e la formazione alla salute, la promozione della salute, la comunicazione della salute, la valutazione di qualità dei servizi, la progettazione sociale finalizzata al benessere e ogni altro ambito scientifico, progettuale e operativo che utilizzi gli strumenti e le conoscenze sociologiche per conseguire finalità di prevenzione, formazione, promozione, cura, riabilitazione, intervento territoriale, organizzazione dei servizi e delle prestazioni, programmazione e progettazione del benessere a tutti i livelli. Concorre alla formazione di tutte le figure sanitarie, sociali e della comunicazione che intervengono su questi processi arricchendone la preparazione con lo specifico sapere e punto di vista della scienza sociologica.
I Sociologi sono sempre più attivi in alcune aree delle Ausl: direzione dei servizi sociali, ricerca sociale, sistema informativo ed informatizzazione, osservatorio epidemiologico, programmazione, formazione, sviluppo organizzativo, coordinamento ed integrazione dei servizi socio-sanitari, partecipazione e comunicazione con i cittadini-utenti, educazione alla salute, miglioramento della qualità dei servizi, piani sociali di zona e piani per la salute; è inoltre inserito organicamente in specifici servizi o aree operative (tossicodipendenze, salute mentale, handicap, anziani, coordinamento dei servizi sociali). Tale funzione ha una valenza strategica ed innovativa, attraverso conoscenze, competenze, strumenti operativi che hanno consentito l’attivazione di nuovi servizi, la realizzazione e verifica di progetti sperimentali, la gestione di importanti processi di trasformazione del sistema socio-sanitario in relazione ai mutamenti culturali, alle nuove opportunità tecnologiche, all’evoluzione dei bisogni dei cittadini, ai nuovi orientamenti legislativi, ai vincoli finanziari ed organizzativi. Oggi si promuovono nuove condizioni di vita della persona (utente/cittadino) ma anche nuove relazioni sociali; questo da parte del Socio-terapeuta, dell’addetto alle relazioni con il cittadino, all’analisi dei determinanti sociali della salute, alla ricerca sociale o alla gestione di progetti/interventi di empowerment del cittadino.
Obiettivo fondamentale è quello di garantire il miglioramento continuo della ”Qualità del Servizio”. Per qualità si intende erogare un qualcosa soddisfando la persona che riceve questo.
Le dimensioni della qualità sono:professionale, gestionale ( o manageriale) e percepita dagli utenti (o relazionale). La qualità gestionale è rivolta essenzialmente all'efficienza e quindi sull'analisi di chi è chiamato ad operare. La qualità percepita è relativa alle comunicazioni con gli utenti e alla agevolazione dei loro rapporti con i servizi sanitari ( aumento della soddisfazione degli utenti, riduzione delle attese)”[2]. Alle precedenti dimensioni della qualità si aggiunge recentemente quella sociale, che ha a che fare con capacità dei servizi sanitari di rispondere ai bisogni di una popolazione ( accessibilità ed equità). La qualità professionale sanitaria è relativa alla correttezza delle diagnosi e della terapia, della riabilitazione e degli interventi preventivi.
Fare qualità si intende essenzialmente: individuare opportunità di miglioramento ed effettuare progetti di valutazione e miglioramento per realizzarli ; redigere e approvare procedure organizzative che siano basate su una analisi attenta dei processi e contribuiscano a ridurre sprechi e ritardi;mettere in atto un sistema di monitoraggio, almeno degli eventi avversi principali dei livelli di soddisfazione di pazienti e familiari.
Ad oggi le attenzioni della Sociologia ha prodotto nuovi modelli di aiuto alla persona, alternativi a quelli classici: per garantire la Salute si è sempre ricorso al farmaco mentre adesso ci si avvia a forme nuove dove predomina l’approccio ecologico al disagio dove l’elemento essenziale è l’aspetto relazionale.
Queste forme sono : il Counselling, l’Auto-Aiuto, i Gruppi di auto mutuo aiuto, Socioterapia, i Centri Mondo Del Lavoro, Sportello Carcere, Biblioteca e Centro Documentazione, Centri per Donne e Bambini, Sportello Orientamento Lavoro, Assistenza Domiciliare Integrata non solo per gli anziani e per chi ha un handicap ma anche per chi vive patologie quali HIV e forme di tossicodipendenza. In questi nuovi modelli l’operatore diventa un osservatore che sospende le proprie conoscenze legate alle dimensioni cognitiva e affettiva, non agisce sul corpo ma sul sistema delle rappresentazioni, della persona, che si intendono le esperienze di vita del paziente dalla nascita in poi. L’aiuto, verso le persone che vivono forme diverse di disagio, deve considerare: la comprensione; l’epochè: sospensione del giudizio e del pre-giudizio; l’ ascolto attivo ed empatico; comprensione del disagio riducendo la complessità in prevedibile. Aiutare il paziente significa permettere a questi di riconquistare la sua autonomia, la propria identità; in tutto questo è importante è l’agire riflessivo.
Siamo abituati a pensare che l’agire della persona è deteminato dagli istinti o anche dall’altruismo ma spesso dimentichiamo che ci sono anche i bisogni. Secondo Maslow bisogno e motivazioni hanno lo stesso significato. Prima di poter appagare i bisogni dei gradini superiori della gerarchia è quindi necessario aver soddisfatto quelli dei gradini più bassi. bisogno di realizzazione personale (attuazione delle proprio potenzialità), bsogni estetici (cose belle, ordine), bisogni cognitivi (cultura, comprensione della cosa, saggezza), bisogni di stima e di competenza (successo, riconoscimento dei propri meriti), bisogni di appartenenza ad un gruppo e di intimità (affiliazione, accettazione, amore), bisogni di sicurezza (protezione dai pericoli, stabilità), bisogni fisiologici (cibo, liquidi, sonno). E’ la motivazione, molla dell'azione (per il paziente) ossia ciò che spinge l'uomo verso i suoi successi e le sue realizzazioni, che spinge l’uomo ad determinare il suo comportamento, organizzando dati, informazioni ed azioni in modelli mentali funzionali agli obiettivi da perseguire.
Ma tra i bisogni possono esserci dei conflitti che possono determinare dei vuoti interiori e quindi frustrazioni. Si tratta quindi saper interpretare le esperienze e i reali i bisogni per riuscire a determinare un nuovo cambiamento, in positivo, della persona.
Tutto questo rilevando che si può agire sia a livello macro determinando nuovi modelli organizzativi e con specifiche tecniche di metodologia e statistica sociale e sia a livello micro aiutando con il colloquio.

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2 Re: ATTUALITA': Sociologia della salute il Sab 29 Nov 2008, 03:12

Admin ha scritto:L’IMPORTANZA DELLA SOCIOLOGIA DELLA SALUTE

di Claudio Lolli, Dottore in Sociologia

Il secolo appena terminato (1900) non ha paragoni con altri in fatto di progresso nelle cure bio-mediche e farmacologiche, e tutto lascia presagire che il ritmo crescente delle innovazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, continuerà. E tuttavia mai come ora sono profonde e diffuse le incertezze e i sospetti sia nei confronti della scienza e delle prassi medico-sanitarie sia nei riguardi della possibilità di continuare a garantire le giuste cure della salute. Cresce inoltre la paura che l’attuale progresso economico e tecnologico-scientifico produca esiti contraddittori anche per la salute, a causa della crescente crisi ecologica connessa al sistema industriale e in specie alla motorizzazione. Secondo una recente rassegna di The Econonist — auto e altri moto-veicoli sono responsabili per almeno la metà, se non di più, dell’inquinamento dell’aria nelle aree urbane. Sempre da The Economist apprendiamo che le auto nel mondo, siano ora attorno ai 500 milioni di pezzi, dovrebbero aumentare del 50% nel 2010 e raddoppiare nel “30.
Negli ultimi cento anni, il progresso del sapere bio-medico e delle pratiche per la cura della salute è stato senza confronti. E’ nata l’industrializzazione dei farmaci e delle cure mediche. L’inizio data dal 1897 in Germania con la produzione industriale dell’aspirina. E del 1935, sempre in Germania, il primo sulfamidico, il Prontosil. Nel 1945 si afferma la commercializzazione della penicillina. Cresce la diagnostica e la prevenzione di malattie ereditarie e per disabilità congenite, a partire da nuove tecniche di esami biochimici e citologici del liquido amniotico del feto e promettenti sono le scoperte sulla mappa genomica. E’ avanzata con grandi successi la lotta contro le malattie cardiocircolatorie; in parte ciò è avvenuto pure nella lotta contro le neoplasie. Le ricerche di ingegneria bio-molecolare hanno aperto alla farmacologia nuove strade anche nei confronti delle malattie dell’invecchiamento, anzitutto della memoria, traguardi non prima sperati.
Sono passati appena quarant’anni dalla diffusione di massa dei farmaci psicotropi (tranquillanti, ansiolitici, ipnotici ecc.) o delle pillole anticoncezionali a partire dall’Europa occidentale nell’ultimo mezzo secolo, all’introduzione di compiuti sistemi di welfare state sanitario, con la garanzia dell’universalismo delle cure sanitarie attraverso denaro pubblico e contributivo, senza distinzione di condizione sociale e professionale degli utenti.
“Questa epoca d’oro della sanità, come ha scritto di recente uno studioso di management sanitario C. Ruta, intesa come massima disponibilità di risorse capaci di far fronte ad una crescente domanda di beni e servizi, è finita”. Ci si avvia in una fase in cui si verifica un costante aumento dei costi senza un conseguente miglioramento della qualità e quantità dei servizi” [1].
Le preoccupazioni riguardano politici ed economisti, anche dei Paesi più economicamente avanzati, per il carico delle spese di welfare state in rapporto al reddito nazionale. Secondo una recente indagine in 10 Paesi europei, sono pochi, quelli che credono che i governi potranno continuare a sostenere i sistemi universalistici di cure mediche. L’invecchiamento accelerato delle popolazioni, di pari passo con l’emergere del problema della disoccupazione e dei contributi previdenziali, e, per contro, la crescita delle aspettative di cure della gente, sono tutti fenomeni che fanno oggi della spesa sanitaria un luogo comune di angoscie. Anche là dove, come ad es., in Italia, tale spesa è accertata, in rapporto al prodotto interno lordo (Pil), non supera la media dei paesi dell’Ocse.
Si aprono scenari dove il rischio sembra predominare; scenari di una società sempre più complessa per la elevata numerosità dei processi da gestire e per la natura delle interconnessioni tra gli elementi che compongono questo sistema sanitario. Nei sistemi sociali semplici, i rapporti tra un elemento con gli altri sono in larga misura immediati e diretti; mentre nei sistemi complessi, per contro, i rapporti tra gli elementi del sistema sono in larga misura mediati e indiretti.. Complesso è un sistema a seconda anche della frequenza, velocità e intensità di pensieri riflessi esercitati da agenzie o istituzioni sistemiche, sulle prassi sociali effettuate e sulle strutture di organizzazione. Ad es. ogni organizzazione che preveda frequenti processi di re-engineering, di revisione periodica delle procedure. Complessa è l’organizzazione di un sistema sanitario
Il passaggio tra una società semplice e una società complessa lo rilevava, agli inizi del 1900 un Sociologo di nome Emile Durkheim.
La Sociologia della salute si pone a sostegno di un nuovo modello di gestione della salute promuovendo il benessere sociale, fronteggiando le malattie, le disabilità e il malessere. Essa ha come obiettivo lo studio dei rapporti fra punti di vista, fra attori sociali, fra gruppi, fra istituzioni relativamente alla costruzione sociale del benessere finalizzata al miglioramento della salute e della qualità della vita dei soggetti e delle popolazioni. Essa include l’analisi della medicina, del sistema sanitario, delle pratiche terapeutiche, delle situazioni di malattia, disagio e malessere, dei comportamenti sociali, delle credenze e rappresentazioni sociali, delle pratiche di cura, dei fattori incidenti sul benessere sociale individuale e collettivo, dei modi in cui viene promossa la qualità della vita, delle politiche sanitarie e del benessere. Ha, fra le sue aree applicative, la sociologia clinica, l’educazione e la formazione alla salute, la promozione della salute, la comunicazione della salute, la valutazione di qualità dei servizi, la progettazione sociale finalizzata al benessere e ogni altro ambito scientifico, progettuale e operativo che utilizzi gli strumenti e le conoscenze sociologiche per conseguire finalità di prevenzione, formazione, promozione, cura, riabilitazione, intervento territoriale, organizzazione dei servizi e delle prestazioni, programmazione e progettazione del benessere a tutti i livelli. Concorre alla formazione di tutte le figure sanitarie, sociali e della comunicazione che intervengono su questi processi arricchendone la preparazione con lo specifico sapere e punto di vista della scienza sociologica.
I Sociologi sono sempre più attivi in alcune aree delle Ausl: direzione dei servizi sociali, ricerca sociale, sistema informativo ed informatizzazione, osservatorio epidemiologico, programmazione, formazione, sviluppo organizzativo, coordinamento ed integrazione dei servizi socio-sanitari, partecipazione e comunicazione con i cittadini-utenti, educazione alla salute, miglioramento della qualità dei servizi, piani sociali di zona e piani per la salute; è inoltre inserito organicamente in specifici servizi o aree operative (tossicodipendenze, salute mentale, handicap, anziani, coordinamento dei servizi sociali). Tale funzione ha una valenza strategica ed innovativa, attraverso conoscenze, competenze, strumenti operativi che hanno consentito l’attivazione di nuovi servizi, la realizzazione e verifica di progetti sperimentali, la gestione di importanti processi di trasformazione del sistema socio-sanitario in relazione ai mutamenti culturali, alle nuove opportunità tecnologiche, all’evoluzione dei bisogni dei cittadini, ai nuovi orientamenti legislativi, ai vincoli finanziari ed organizzativi. Oggi si promuovono nuove condizioni di vita della persona (utente/cittadino) ma anche nuove relazioni sociali; questo da parte del Socio-terapeuta, dell’addetto alle relazioni con il cittadino, all’analisi dei determinanti sociali della salute, alla ricerca sociale o alla gestione di progetti/interventi di empowerment del cittadino.
Obiettivo fondamentale è quello di garantire il miglioramento continuo della ”Qualità del Servizio”. Per qualità si intende erogare un qualcosa soddisfando la persona che riceve questo.
Le dimensioni della qualità sono:professionale, gestionale ( o manageriale) e percepita dagli utenti (o relazionale). La qualità gestionale è rivolta essenzialmente all'efficienza e quindi sull'analisi di chi è chiamato ad operare. La qualità percepita è relativa alle comunicazioni con gli utenti e alla agevolazione dei loro rapporti con i servizi sanitari ( aumento della soddisfazione degli utenti, riduzione delle attese)”[2]. Alle precedenti dimensioni della qualità si aggiunge recentemente quella sociale, che ha a che fare con capacità dei servizi sanitari di rispondere ai bisogni di una popolazione ( accessibilità ed equità). La qualità professionale sanitaria è relativa alla correttezza delle diagnosi e della terapia, della riabilitazione e degli interventi preventivi.
Fare qualità si intende essenzialmente: individuare opportunità di miglioramento ed effettuare progetti di valutazione e miglioramento per realizzarli ; redigere e approvare procedure organizzative che siano basate su una analisi attenta dei processi e contribuiscano a ridurre sprechi e ritardi;mettere in atto un sistema di monitoraggio, almeno degli eventi avversi principali dei livelli di soddisfazione di pazienti e familiari.
Ad oggi le attenzioni della Sociologia ha prodotto nuovi modelli di aiuto alla persona, alternativi a quelli classici: per garantire la Salute si è sempre ricorso al farmaco mentre adesso ci si avvia a forme nuove dove predomina l’approccio ecologico al disagio dove l’elemento essenziale è l’aspetto relazionale.
Queste forme sono : il Counselling, l’Auto-Aiuto, i Gruppi di auto mutuo aiuto, Socioterapia, i Centri Mondo Del Lavoro, Sportello Carcere, Biblioteca e Centro Documentazione, Centri per Donne e Bambini, Sportello Orientamento Lavoro, Assistenza Domiciliare Integrata non solo per gli anziani e per chi ha un handicap ma anche per chi vive patologie quali HIV e forme di tossicodipendenza. In questi nuovi modelli l’operatore diventa un osservatore che sospende le proprie conoscenze legate alle dimensioni cognitiva e affettiva, non agisce sul corpo ma sul sistema delle rappresentazioni, della persona, che si intendono le esperienze di vita del paziente dalla nascita in poi. L’aiuto, verso le persone che vivono forme diverse di disagio, deve considerare: la comprensione; l’epochè: sospensione del giudizio e del pre-giudizio; l’ ascolto attivo ed empatico; comprensione del disagio riducendo la complessità in prevedibile. Aiutare il paziente significa permettere a questi di riconquistare la sua autonomia, la propria identità; in tutto questo è importante è l’agire riflessivo.
Siamo abituati a pensare che l’agire della persona è deteminato dagli istinti o anche dall’altruismo ma spesso dimentichiamo che ci sono anche i bisogni. Secondo Maslow bisogno e motivazioni hanno lo stesso significato. Prima di poter appagare i bisogni dei gradini superiori della gerarchia è quindi necessario aver soddisfatto quelli dei gradini più bassi. bisogno di realizzazione personale (attuazione delle proprio potenzialità), bsogni estetici (cose belle, ordine), bisogni cognitivi (cultura, comprensione della cosa, saggezza), bisogni di stima e di competenza (successo, riconoscimento dei propri meriti), bisogni di appartenenza ad un gruppo e di intimità (affiliazione, accettazione, amore), bisogni di sicurezza (protezione dai pericoli, stabilità), bisogni fisiologici (cibo, liquidi, sonno). E’ la motivazione, molla dell'azione (per il paziente) ossia ciò che spinge l'uomo verso i suoi successi e le sue realizzazioni, che spinge l’uomo ad determinare il suo comportamento, organizzando dati, informazioni ed azioni in modelli mentali funzionali agli obiettivi da perseguire.
Ma tra i bisogni possono esserci dei conflitti che possono determinare dei vuoti interiori e quindi frustrazioni. Si tratta quindi saper interpretare le esperienze e i reali i bisogni per riuscire a determinare un nuovo cambiamento, in positivo, della persona.
Tutto questo rilevando che si può agire sia a livello macro determinando nuovi modelli organizzativi e con specifiche tecniche di metodologia e statistica sociale e sia a livello micro aiutando con il colloquio.

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