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HO DIRITTO DI SCEGLIERE LA MIA MORTE

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1 HO DIRITTO DI SCEGLIERE LA MIA MORTE il Gio 12 Feb 2009, 14:08

é stato difficile trovare una collocazione a questo articolo e anche adesso non credo di avere fatto bene ma secondo me è una delle migliori cose dette da U. Eco.
MARGHERITA




Eco: ho diritto di scegliere mia morte

ROMA - "Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri": lo dice lo scrittore e semiologo Umberto Eco nel suo intervento pubblicato sul quotidiano La Repubblica di oggi, spiegando che "non intende parlare della morte di Eluana, ma della sua morte". "E' quello che mi ha sempre insegnato la morale non solo quella laica, ma anche quella delle religioni - aggiunge Eco - é quello che mi hanno insegnato da piccolo, che Pietro Micca ha fatto bene a dare fuoco alle polveri per salvare tutti i torinesi, che Salvo d'Acquisto ha fatto bene ad accusarsi di un crimine non commesso, andando incontro alla fucilazione per salvare un intero paese, che è eroe chi si strappa la lingua e accetta la morte sicura per non tradire e mandare a morte i compagni, che è santo chi accetta l'inevitabile labbra per baciare le piaghe al lebbroso". "E dopo che mi avete insegnato tutto questo non volete che io sottoscriva alla sospensione di una vita sospesa per amore delle persone che amo? - si chiede Eco - Ma dov'é finita la morale - e quella eroica, e quella che mi avete insegnato che caratterizza la santita?". "Ecco perché - conclude Eco - turbato a manifestare la sia pur minima idea sulla morte di Eluana non ho esitazioni a pronunciare la mia opinione circa la mia morte. E all'amore che una morte può incarnare".

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2 Re: HO DIRITTO DI SCEGLIERE LA MIA MORTE il Ven 20 Feb 2009, 11:04

Anche secondo me Eco ha espresso al meglio uno dei pensieri fondamentali sul quale dovremmo basare la nostra "vita".
Il problema o forse l'ostacolo lo troviamo culturalmente... la religione, così come ci viene data ogni giorno, ci dice l'esatto contrario. Ci dice che dobbiamo godere della nostra vita perchè è un dono e come tale non siamo noi a decidere come e quando disfarcene. Ora, combattere con un concetto culturale che è diffuso quanto tanto la religione cristiana diventa davvero roba complicata.
Ognuno di noi dovrebbe sviscerarsi, liberarsi di questi vestiti culturali, mettersi su un piedistallo e guardare le cose da un'altra prospettiva.
Io ho pensato ad Eluana spesso, devo dire che anche solo provare a pensare al suo dramma, ha fatto cadere su di me un fardello assai pesante. Non tanto per quella povera donna, costretta a restare su questo "treno", quanto per una famiglia che non aveva più quella vita dal giorno stesso che Eluana era entrata in coma. E allora, vivere possibile mai che debba corrispondere a soffrire? Va bene considerare la sofferenza come un pendolo oscillante, ma quando il pendolo resta fermo su questo stato, meritiamo davvero di dover chinare il capo e sottosstare alla volontà di un concetto culturale, rispettoso si, ma non applicabile nella realtà.

Pensavo ai miei lutti grandi... alle persone che, sofferenti e doloranti, chiedevano che la morta sopraggiungesse quanto prima. E noi, intorno al capezzale... a piangere per la perdita davvero prossima, ma augurandoci che questa avvenisse quanto prima, per placare finalmente la sofferenza di chi è su quel letto e il dolore di chi vive in quel momento al suo fianco.
Forse ho espresso un concetto forte, vi prego di prenderlo con le pinze, e soprattutto di farci un esame di coscienza.

Vale

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