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Bullismo

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1 Bullismo il Gio 20 Mar 2008, 18:21

Admin


Admin
Perseguitato da un diciottenne
studente minaccia il suicidio
L'aguzzino è stato confinato in casa dal giudice. Ora, però, uscirà
e ha fatto sapere a un'amica dell'altro: "Quando esco lo uccido"

di LUIGI SPEZIA

BOLOGNA - "Lui si è preso tutta la mia vita, non so più cosa ci sto a fare a questo mondo". E' una storia estrema di bullismo, meglio ancora di "stalking", di un un diciottenne su un ragazzo poco più giovane, un adolescente di 16 anni che condivideva con lui gli stessi luoghi di ritrovo a Ferrara.

Quale che sia la definizione corretta, è un caso che esce persino dai canoni di queste categorie di devianza. Il sedicenne è caduto in una profonda in crisi depressiva, è seguito da uno psicologo, rischia di mettere a repentaglio la sua vita. Una storia venuta alla luce per l'appello della madre del sedicenne, angosciata dalla prospettiva che tutto ricominci. Nei prossimi giorni, infatti, il diciottenne uscirà di nuovo di casa, dove un giudice, il gip Silvia Migliori, l'ha dovuto confinare da dicembre, prima del processo che si terrà al Tribunale dei minori di Bologna per una sfilza di reati, da violenza aggravata e continuata a tentate lesioni personali a molestie e disturbi continuati.

La persecuzione dura da un paio di anni. I due ragazzini si erano conosciuti in una compagnia fuori della scuola (il maggiorenne non studia più) e da allora per il più piccolo, di buona famiglia, bravo a scuola e a giocare a tennis, è stato un incubo quotidiano. Fino a 80 telefonate al giorno sul cellulare di minaccia o di irrisione, fino a sessanta a casa, fino a trenta sul cellulare del padre. Una violenza psicologica continuata che si è tradotta anche in aggressioni fisiche: botte in un ristorante, tre colpi alla nuca alla stazione di Ferrara, un inseguimento in moto. "Non vogliamo nulla, neanche un euro di risarcimento - supplica la madre - basta che mio figlio torni ad essere sereno e non sia più minacciato. Abbiamo paura, ho paura che mio figlio faccia una sciocchezza".

L'avvocato Marco Linguerri ha chiesto la proroga della detenzione a casa, ma il tempo stringe. Dopo un esposto, anche il questore di Ferrara Lugi Savina, nell'ambito dei suoi poteri, aveva convocato i ragazzi e i rispettivi genitori, per cercare di capire e di mettere fine alla faida unilaterale tra minorenni. "Ho parlato con il maggiore dei due - racconta - e ho cercato di farlo ragionare. Gli ho detto che, pur con la sua stazza atletica, si stava comportando da bambino. Sembrava mi avesse ascoltato, ma dopo pochi giorni tutto è ricominciato. Eppure anche i genitori erano disponibili a risolvere la situazione, ma non vengono seguiti dal figlio. Che dire? E' una storia moderna amara che avevamo cercato di bloccare, ma non ci siamo riusciti. Il grande è spalleggiato da un gruppetto di amici, di fronte ai quali vuol dimostrare di essere forte".

E non demorde. Di recente, un'amica del ragazzo sarebbe stata contattata dal diciottenne che le avrebbe inviato un messaggio tramite Internet: "Appena lo trovo ti giuro che lui finisce di parlare. Appena lo trovo muore..."

L'ennesimo episodio di bullismo, forse questo più estremo degli altri, ma indubbiamente un fenomeno che continua ad insidiare gli adolescenti. Una violenza psicologica che richiederà difficili percorsi, anche di apertura e di ri-sociliazzazione, da intraprendere da parte del ragazzo. Cosa ne pensate? Avete avuto esperienze di questo genere?

Vedi il profilo dell'utente http://laquilonerosa.forumattivo.com

2 ancora bullismo.. il Ven 02 Mag 2008, 09:56

ecco un altro caso...


l'episodio è avvenuto a Reggio Emilia.
Una undicenne è vittima da un anno di un gruppo di compagne di scuola, la ragazza riceve insulti, spinte in classe e fuori. Le bulle sono arrivate ad incidere frasi offensive sull'ascensore della scuola.
Un caso questo, che non è più isolato... basta gettare uno sguardo a quelle ragazze di Modena di meno di una settimana fà (avevano mandato all'ospedale una loro compagna).
Notizia estrapolata da Metro News


questo dovrebbre portare a riflettere... su come la società sta vorticando e portando dietro di sè valori che non sono più quelli fondamentali della famiglia, ma tende a sottolineare come con la forza e la violenza si possa ottenere tutto, anche il rispetto!

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3 atti di bullismo il Lun 19 Mag 2008, 23:14

Questa mattina ho assistito ad un episodio che mi ha fatto riflettere, ancora una volta, sull'importanza di stare accanto ai ragazzi privi di strumenti per affrontare la vita.
Episodio avvenuto in una scuola dell'hinterland cagliaritano dove lavoro:
al mio arrivo c'era tensione nell'aria; ragazzi che andavano e venivano dall'ufficio del preside con facce torve, professori visibilmente agitati.
Un gruppo di ragazzi che ben conosco è stato chiamato a rispondere di atti di bullismo, avvenuti contro un altro dei ragazzi della scuola a seguito di un filmato girato durante una gita scolastica e poi mostrato a tutta la scuola e in paese.
Ciò che ha catturato la mia attenzione non è stato il fatto in sè, bensì l'approccio che i ragazzi hanno avuto rispetto a quanto fatto.
Inizialmente scossi dai rimproveri, in lacrime per le conseguenze da affrontare (invitabile reazione), ma successivamente, passato il momento delle lacrime, per nulla pentiti della loro azione, pronti a rivalersi sugli amici che avevano fatto emergere il fatto.
Non c'è stata una rielaborazione dell'accaduto, non ci sono stati segni di pentimento anzi, il fatto è stato ridimensionato con una velocità quasi sconvolgente e non si è proceduto ad accompagnare i ragazzi ad un'attenta riflessione.
Sono rimasti soli ed è di loro che ci si dovrebbe occupare. La vittima sarà accolta, capita, sostenuta.
Loro invece dove andranno?
A.

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4 Re: Bullismo il Mar 20 Mag 2008, 23:02

questo atteggiamento da te descritto è un pò quello che ultimamente vedo tra gli adolescenti, ma anche nelle questioni meno importanti.
Questo mi fà pensare che sia diventato ormai una sorta di comportamento "ammesso" e "permesso" dalla società stessa. Sembra quasi che ci si stia accomodando su una situazione che va degenerando.
Io, personalmente, credo che bisognerebbe essere un pò più rigidi, specialmente nell'osservazione delle regole imposte dalle situazioni: a scuola, a casa, nel gruppo.
Bisognerebbe, come dici tu, portare i ragazzi ad una saggia riflessione...ma che non abbia la veste del "sano pippone" che i genitori o gli insegnanti rifilano solitamente. A questo riguardo, conosco genitori che ricoprono di parole i figli senza alzare un dito, quando forse a volte sarebbe necessario seguire "da lontano" cosa fanno...
Dovrebbe essere una riflessione con scambio di opinioni, da dove poi ne nasca un insegnamento e poi una costruzione.
E invece rimangono a fluttuare in un limbo molto vicini al peggio!!
Vale

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