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In Italia una donna su tre subisce violenze

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GENOVA (6 giugno) - Una donna su tre in Italia è stata violentata nel corso della vita. E' drammatico il quadro delineato dal convegno «Violenza contro le donne», organizzato a Genova dall'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi). Solo il 27 per cento delle donne, è un'altro dei dati emersi dal convegno, pensa poi che sia una violenza lo stupro subito dal partner: «Perché non ci sono denunce e perché non si chiede aiuto?», si è chiesta la responsabile del centro antiviolenza degli ospedali milanesi Maggiore, Mangiagalli e Regina Elena, Alessandra Kustermann. «D'altra parte solo il 28 per cento degli uomini denunciati per violenze arrivano a processo e solo l'8 per cento vengono condannati», ha aggiunto.

A livello nazionale una donna su tre ha subito violenze tra i 16 ai 70 anni e solo il 7 per cento delle violenze viene denunciato. Più in dettaglio, secondo uno studio dell'Istat, 6 milioni 743 mila donne tra i 16 e i 70 anni, pari al 31,9%, hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita e di esse circa 1 milione ha subito stupri o tentati stupri. A Genova invece «solo il 5 per cento si reca in ospedale dopo aver subito una violenza che spesso avviene all'interno della famiglia - ha spiegato la coordinatrice del centro antiviolenza Udi (Unione donne italiane) di Genova, Cosima Aiello - nell'80 per cento il violentatore è il padre dei figli; nel 60 per cento i figli sono minori e parliamo di violenze che in media durano 12 anni».

l'idea che l'amminisrtazione si costituisca parte civile in tutti i processi legati a violenze sulle donne. L'assessore alla Sanità della regone Liguria Claudio Montaldo ha rimarcato invece l'importanza di supporti psicologici nei confronti delle donne una volta che escono dagli ospedali.

Infatti anche qui viene ribadita l'importanza di centri di accoglienza che diano la possibilità alla donna di ricostruirsi come persona, di un gruppo di esperti in grado di supportarla e guidarla verso il suo nuovo inserimento nella società. Se solo il governo e lo stato dessero un pò più di spessore a questi dati...
E poi, riflettiamo davvero su questi numeri..

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Valentina ha scritto:GENOVA (6 giugno) - Una donna su tre in Italia è stata violentata nel corso della vita. E' drammatico il quadro delineato dal convegno «Violenza contro le donne», organizzato a Genova dall'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi). Solo il 27 per cento delle donne, è un'altro dei dati emersi dal convegno, pensa poi che sia una violenza lo stupro subito dal partner: «Perché non ci sono denunce e perché non si chiede aiuto?», si è chiesta la responsabile del centro antiviolenza degli ospedali milanesi Maggiore, Mangiagalli e Regina Elena, Alessandra Kustermann. «D'altra parte solo il 28 per cento degli uomini denunciati per violenze arrivano a processo e solo l'8 per cento vengono condannati», ha aggiunto.

A livello nazionale una donna su tre ha subito violenze tra i 16 ai 70 anni e solo il 7 per cento delle violenze viene denunciato. Più in dettaglio, secondo uno studio dell'Istat, 6 milioni 743 mila donne tra i 16 e i 70 anni, pari al 31,9%, hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita e di esse circa 1 milione ha subito stupri o tentati stupri. A Genova invece «solo il 5 per cento si reca in ospedale dopo aver subito una violenza che spesso avviene all'interno della famiglia - ha spiegato la coordinatrice del centro antiviolenza Udi (Unione donne italiane) di Genova, Cosima Aiello - nell'80 per cento il violentatore è il padre dei figli; nel 60 per cento i figli sono minori e parliamo di violenze che in media durano 12 anni».

l'idea che l'amminisrtazione si costituisca parte civile in tutti i processi legati a violenze sulle donne. L'assessore alla Sanità della regone Liguria Claudio Montaldo ha rimarcato invece l'importanza di supporti psicologici nei confronti delle donne una volta che escono dagli ospedali.

Infatti anche qui viene ribadita l'importanza di centri di accoglienza che diano la possibilità alla donna di ricostruirsi come persona, di un gruppo di esperti in grado di supportarla e guidarla verso il suo nuovo inserimento nella società. Se solo il governo e lo stato dessero un pò più di spessore a questi dati...
E poi, riflettiamo davvero su questi numeri..

mi sono sempre chiesta...ma perchè l'essere maschile deve comportarsi in questo modo?

Chi mi saprebbe illuminare su questa mia non conoscenza? Question

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Cara Annlee, molti uomini si permettono di comportarsi così perchè a livello socio-culturale la violenza sulle donne, soprattutto da parte dei coniugi non viene recepita come un abuso ma come la normalità. Prova ne è il fatto che quasi tutti gli uomini violenti sono assolutamente normali senza alcuna patologia psichica e psichiatrica. Semplicemente si sentono nel diritto di farlo perchè è normale.
Guardiamo nel piccolo... a livello culturale quanti sono gli uomini che fanno le pulizie in casa? quanto sono i papà che si alzano lo stesso numero di volte delle mamme se i figli non dormono? quanti sono gli uomini che si rammendano da soli i calzini?
Come è normale non fare queste cose per la maggior parte degli uomini, così per l'uomo violento è normale "educare, proteggere" ,anche picchiandola, la moglie che da sola al mondo sarebbe preda degli altri...
L'uomo violento non è un pazzo, considera la donna come una sua proprietà, un oggetto senza mente che serve solo a lui.
Spero di averti aiutato un pò, anche se è difficile essere chiari e nello stesso tempo sintetici.
un abbraccio. MARGHERITA

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